Parma-Olympique Marsiglia: la finale di Coppa UEFA ’98-‘99

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    Poco più di 20 anni fa il Parma era considerato, a ragion veduta, una delle “sette sorelle” del nostro campionato, ovverosia una squadra con concrete possibilità di vincere lo scudetto.

    Il presidente Tanzi aveva costruito, senza badare a spese e pagando un prezzo salatissimo negli anni a venire, un vero e proprio squadrone in grado di giocarsela alla pari con le big in Italia e primeggiare in Europa, come dimostra il cammino trionfale in Coppa Uefa nella stagione ’98-’99.

    Nella stagione che segue i Mondiali di Francia del ’98 i Ducali ingaggiano Alberto Malesani come allenatore mentre sul fronte giocatori gli acquisti principali sono quelli di Juan Sebastian Veron e Alain Boghossian, due centrocampisti che cambiano il volto della squadra, già farcita di numerose stelle.

    Il cammino in Coppa Uefa inizia in salita, con la sconfitta per 1-0 in Turchia ad opera del Fenerbahce nella partita di andata dei trentaduesimi di finale. Nella gara di ritorno il Parma riesce ad imporsi per 3-1 e inizia il suo percorso che lo porterà fino allo stadio Luzniki di Mosca, dove alzerà lo storico trofeo ai danni dell’Olympique Marsiglia.

    Durante il cammino verso Mosca il Parma elimina in successione, oltre al Fenerbahce, anche il Wisla Cracovia, i Glasgow Rangers, il Bordeaux. In queste sfide il denominatore comune è la difficoltà nella partita di andata: contro i polacchi e gli scozzesi il Parma pareggia mentre contro il Bordeaux c’è bisogno di un gol nei minuti finali di Crespo alla Crespo, il classico colpo di tacco che tutti abbiamo amato, per non dover affrontare la gara di ritorno con un passivo di due reti.

    Nel doppio confronto comunque gli emiliani riescono sempre ad aver la meglio e contro il Bordeaux,  nella partita di ritorno, dilagano realizzando 6 reti senza subirne nemmeno una.

    In semifinale l’avversario è l’Atletico Madrid, che viene regolato sia in casa che in trasferta, spalancando così la porta verso la finale, dove la squadra da affrontare si chiama Olympique Marsiglia.

    L’OM, dal canto suo, ha appena eliminato nella sua semifinale un’altra squadra italiana, ovvero il Bologna, che dall’Intertoto vede interrotta la propria cavalcata sensazionale sul più bello al termine di un doppio confronto serrato e parecchio movimentato, sia in campo che sugli spalti.

    La finale di Coppa Uefa, come detto, va in scena allo stadio Luzniki di Mosca il 12 Maggio 1999 ed il Parma scende in campo con uno squadrone, che a leggerlo ora fa venire la pelle d’oca.

    In porta Buffon, la difesa a 3 è formata da Thuram, Cannavaro e Sensini, a centrocampo Veron, Boghossian, Fuser, Vanoli e Dino Baggio mentre il peso dell’attacco è sulle possenti spalle di Chiesa e Crespo.

    Nell’OM tra i giocatori più rappresentativi ci sono indubbiamente Laurent Blanc, capitano della squadra, e Robert Pires, centrocampista dalle doti spiccatamente offensive che negli anni a venire brillerà con la maglia dell’Arsenal. Da segnalare in difesa, per gli amanti dei giocatori di culto, Cyril Domoraud che dopo questa stagione si accaserà all’Inter, proprio come Blanc, seppur con diverse fortune.

    In mezzo al campo per i francesi c’è spazio anche per Daniel Bravo, l’ex di turno che nella stagione precedente aveva vestito proprio i colori gialloblù.

    La partita inizia ed è piuttosto equilibrata, per sbloccarla ci vuole un episodio che in effetti arriva poco prima della mezzora di gioco, quando Blanc, l’ultimo da cui ti aspetteresti una cosa simile, commette una leggerezza imperdonabile: nel tentativo di servire di testa il pallone al proprio portiere colpisce debolmente la sfera accomodandola involontariamente a Crespo, il quale deve solo prendere le misure per scavalcare l’estremo difensore con un delizioso pallonetto, cosa che prontamente avviene.

    Passano 10 minuti ed il Parma raddoppia grazie al colpo di testa di Vanoli, servito magistralmente da un cross di Fuser.

    L’OM barcolla e va definitivamente al tappeto nella ripresa, quando subisce il terzo gol del Parma dopo un’azione da manuale del calcio. Thuram parte in percussione palla al piede sulla fascia, scambia con Veron il quale con un tocco delizioso la mette in mezzo, Crespo la lascia passare intelligentemente aprendo le gambe e avendo già visto alle sue spalle Enrico Chiesa. Botta al volo sotto la traversa e tanti saluti.

    Quando manca circa un quarto d’ora alla fine entrano anche Stefano Fiore e Abel Balbo, due i cui gol sono stati fondamentali nel corso del cammino del Parma. Sul finire del match entra anche Faustino Asprilla, alla sua ultima stagione con gli emiliani.

    In quella stagione il Parma oltre alla Coppa Uefa solleva anche la Coppa Italia mentre in campionato chiude al quarto posto, valevole per un piazzamento in Champions League.

    Per tutti gli amanti di pallone quel Parma è stata una squadra sotto molti punti di vista irripetibile, in grado di incantare e vincere, lanciando campioni che poi avrebbero fatto la fortuna di tantissime squadre, in Italia come in Europa.